venerdì 16 giugno 2017

Abbiamo letto "Finalmente noi" di Tijan

Buonasera amici affamati di libri! In questo caldo (caldo,caldo) venerdì sera abbiamo intenzione di parlarvi del romanzo young adult di Tijan "Finalmente noi". Preparatevi:  se pensavate che non ci fosse nulla di peggio dell'afa...beh, non sapete che dramma è una serata d'estate afosa con il libro di Tijan tra le mani! 

Titolo: Finalmente noi

Titolo originaleFallen Crest Series #1

Autore: Tijan

Data di uscita: 2 marzo 2017

Editore: Garzanti

Prezzo: 16,90 €

Pagine: 384


Trama

Samantha ha diciassette anni e pensa di avere una vita perfetta. Brava a scuola, un fidanzato innamorato, delle amiche fedeli. Ma quando un giorno rientra in casa, sua madre, con gli occhi bassi, le confessa di aver lasciato suo padre per un altro uomo: lei e Samantha si trasferiranno a casa sua. Ma il peggio deve ancora venire, perché Sam sarà obbligata a vivere con le persone che odia di più al mondo: Mason e Logan Kade, i figli del nuovo compagno della madre. Li conosce di fama, ma lei non ci ha mai voluto avere nulla a che fare. Campioni di football, attaccabrighe, ribelli, con una ragazza diversa ogni giorno. I classici cattivi ragazzi da cui stare lontani. I più temuti del liceo. I primi giorni in casa, Sam decide di evitarli. Anche se si sente sempre più sola ora che il suo fidanzato l’ha tradita con la sua migliore amica e il suo mondo crolla pezzo dopo pezzo. Anche se avverte sempre su di sé gli occhi magnetici di Mason. Prova a resistere, ma giorno dopo giorno è più difficile. Perché sotto il suo sguardo si sente come non si è mai sentita, come nessuno l’ha mai fatta sentire. Mason è l’unico che la sa capire, che conosce la strada per il suo cuore. Ma la loro è una storia che sembra impossibile: le loro famiglie si oppongono, e a scuola hanno tutti contro. Finché un segreto terribile non cambierà completamente i loro destini…


Strano ma vero ultimamente ho azzeccato diverse letture, da Paper Princess a The Protector, giusto per citare gli ultimi libri, si sono incollate come una seconda pelle e mi hanno lasciato un sorriso stampato in faccia. Il karma deve aver fiutato la mia euforia su questa constatazione e mi ha punito (sono certa che l'abbia fatto) mandandomi Finalmente noi. Non so davvero da dove cominciare questa recensione perchè sono in difficoltà nell'esprimere la repulsione che ho avuto nel leggerlo. Più volte mi sono ritrovata a sperare che qualcuno mettesse fine a quest'agonia ma niente. Mi sono armata di pazienza e determinazione e l'ho terminato. (Mi do una virtuale pacca sulla spalla da sola). Avete presente  Gossip Girl? Avete presente Beautiful (e tutte le altre soap opera in circolo)? Bene. Immaginate la parte peggiore di queste opere che ho citato e plasmatele in un romanzo. Finalmente noi per l'appunto. A voi lettori che lo avete amato, chiedo in anticipo scusa perchè so essere crudele a volte. Ovviamente il mio giudizio si riferisce al libro e non a chi lo ha amato. Anche io ho amato libri che sono stati affossati da altre blogger. Ho provato a farmelo piacere, giuro. Ho provato ad amare Samantha, Logan e Mason. Per la miseria, io sono quella che sventola sempre le bandiere dei protagonisti belli e dannati, cattivi e impossibili. Ma preferirei buttarmi una manciata di sabbia negli occhi piuttosto che rileggere questo libro. Tijan ha creato una trama che fa acqua da tutte le parti, cercando di aprire spiragli di storie e segreti su più fronti; ha creato dei personaggi totalmente privi di spessore e senza sentimenti. La storia d'amore che non si capisce quanto possa essere autentica,viene descritta senza il minimo pathos. Le vicende che potevano essere approfondite, vedi il disagio di una diciassettenne che fa una scoperta atroce su suo padre, o che è maltrattata dalla madre e la costringe a vivere nella casa del suo nuovo fidanzato, con due teppistelli di fratellastri che dopo averle  mostrato indifferenza, ritengono che esplodere un petardo in una macchina la renda degna di essere presa sotto la loro ala, queste dinamiche non vengono assolutamente approfondite. Anzi, sembrano trattate con infinita leggerezza. Scene da far accapponare la pelle, tipo un'aggressione alla mamma di lei da parte dei due fratellastri per dimostrare  che loro possono tutto e l'ammirazione di Samantha nei confronti di ciò è qualcosa che supera l'inaccettabile. Persino per un libro che è puro frutto di fantasia. Io non sono una scrittrice, e anche se perseguissi tale strada non mi definirei mai tale ma...si possono scrivere dialoghi senza fondamenta? Non hanno nè capo nè coda. Non so quante volte sono tornata con lo  sguardo alle righe precedenti per capire dove mi fossi persa qualcosa. Ma niente. I dialoghi suppongo siano stati in parte scritti e in parte rimasti nella testa dell'autrice. Ci sono storie che non ci appartengono, ma sono scritte così magistralmente da catturare l'attenzione al punto quasi da indurti ad amarle e poi  ci sono storie con del potenziale che ahimè non viene sfruttato, è un po' come dare  le chiavi di una Ferrari a un neopatentato. E' forse successo questo in Finalmente noi. Forse reduce da Paper Princess che a mio parere è scritto molto bene, non ho saputo apprezzare quest'opera, ma dubito che anche ad averlo letto prima avrei cambiato idea.
Più che una recensione, questo è una riflessione. Negativa, certo. Ma pur sempre una mia riflessione.  Non riesco davvero a parlarne senza avere in bocca l'amaro di una lettura che poteva essere 100 e invece è arrivata a malapena a 10. Tornassi indietro non credo lo rileggerei per questo non sono in grado di consigliarlo. Però ripeto, è solo il mio modesto parere e sarei felice se qualcuno mi esponesse invece il proprio, magari chi lo ha apprezzato! 
Un abbraccio, sempre vostra 


giovedì 8 giugno 2017

Abbiamo letto "Paper Princess" di Erin Watt

Salve a tutti amici lettori! Tutto il mondo ne parla, nel bene e nel male, e noi di Live a Thousand Lives non potevamo assolutamente farci sfuggire il caso editoriale di questo inizio estate. Stiamo parlando di Paper Princess di Erin Watt.

Titolo: Paper Princess (The Royals #1)

Autrice: Erin Watt

Casa Editrice: Sperling&Kupfer

Data di uscita: 30 maggio 2017

Prezzo: 14.90

Pagine: 320

Trama
A diciassette anni, Ella Harper ha già imparato a sbrigarsela da sola. Sempre in fuga, dalle difficoltà economiche e dagli uomini sbagliati di sua madre, si è districata tra mille lavori per riuscire a far quadrare i conti, studiare e costruirsi un futuro migliore. Finché, un giorno, nella sua vita compare un certo Callum Royal. Distinto ma deciso, nel suo costoso abito di sartoria, dice di essere il migliore amico del padre, che lei non ha mai conosciuto, nonché il suo tutore legale. In quanto tale, sarà lui d’ora in poi a sostenere le spese per il suo mantenimento e la sua istruzione, a patto che Ella accetti di vivere con lui e i suoi cinque figli. Ella sa che il sogno che Callum Royal sta cercando di venderle è sottile come carta. Ed è diffidente e furiosa. Ma ancora di più lo sono i fratelli Royal. Easton, Gideon, Sawyer, Sebastian e… Reed. Magnetici e pericolosi, non mancano di farla sentire un’intrusa: lei non appartiene, e non apparterrà mai, alla loro famiglia. E a nulla valgono i tentativi pacificatori di Callum. Ella però non è certo il tipo che si lascia intimorire, e le scintille a casa Royal non tardano ad arrivare. Soprattutto dopo un bacio rubato, che innescherà un’inarrestabile spirale di rabbia, gelosia e desiderio. Per non scottarsi, Ella dovrà imparare presto le regole del gioco…

Un patto che nasconde più di un segreto. Un sogno fragile come carta. Una passione che non darà tregua. 
Oh. Mio. Dio!!! Mai mi sarei aspettata di divorare un libro del genere in poche ore..eppure è esattamente quel che è successo. Ella Harper ha perso da poco la madre e a stento riesce a sopravvivere. All'età di 17 anni tutto desidera fuorché essere “assegnata” a qualche famiglia sconosciuta. Così con tanto di documenti falsi, fa la spogliarellista in un club per potersi permettere scuola, cibo e un posto nel quale stare.
Sono stata povera e ho avuto fame. Sono stata cresciuta da una spogliarellista. So come tirare un pugno, se è necessario. Ma ho solo diciassette anni. Qualche volta mi sento troppo giovane per la vita che ho vissuto. Qualche volta mi guardo attorno e penso: Io qui non c'entro nulla.Ma è esattamente qui che sono. Sono qui, e sono spezzata.

Tutto questo finché non compare un tale sulla quarantina, Callum Royal che afferma che il suo padre naturale (che non ha mai conosciuto) è morto e di essere il suo tutore legale. Chiederà ad Ella di andare a vivere con lui e i suoi  5 figli finché non sarà maggiorenne e potrà decidere cosa fare. Per convincerla offre lei un accordo (con tanto di mazzetta di soldi) che la aiuterà a iniziare una nuova vita nel caso in cui, una volta terminato il tempo prestabilito, non vorrà più rimanere in casa Royal. 
So che non posso sostituire i tuoi genitori, ma sono qui per te, per aiutarti come avrebbero fatto loro. Avrai anche perso la tua famiglia, ma non sei più sola, Ella. Sei una Royal, ora.
Così Ella si trasferisce. 
E tutti noi veniamo scaraventati nel mondo Royal, un mondo fatto di etichette, di soprusi, violenze, dispetti, vendette e diffidenza. È un mondo del quale non ho apprezzato tutto, il surrealismo della storia ha fatto in modo che, come in altre storie, io non mi immedesimassi nella protagonista, mi ha fatto storcere il naso per più di una volta e ho amato Ella quanto amai un tempo Abby Abernathy (sarcasmo a go-go!). Scherzi a parte, Ella è una tipa all'apparenza tosta ma fondamentalmente fragile, che non sa esattamente cos'è l amore, avere una famiglia unita e non sa quanto possa essere difficile fidarsi di qualcuno. Ma si impegna, questo bisogna dargliene atto. Non si arrende e resiste ad atti di bullismo che farebbero impallidire il peggior teppistello del mondo. Poi c'è la ciurma di Royal: due gemelli che si scambiano le ragazze, Gideon che compare e riappare di tanto in tanto, Easton che a parte l'antipatia iniziale si è trasformato in quello che mi ha fatto sorridere di più. Ha mostrato un lato tenero che potrebbe essere tipico di un fratello nei confronti di una sorella. 
«Non puoi andartene», mi sussurra, il suo fiato mi solletica il collo. «Non voglio che tu te ne vada.»Mi dà un bacio sulla spalla, ma non c’è niente di erotico nella sua azione, niente di romantico nel modo in cui la sua mano si serra sulle mie nocche.«Tu sei una di noi. Sei la cosa migliore che sia capitata a questa famiglia.»

E poi c'è Reed che fino alla fine (letteralmente) non si capisce che tipo di problema abbia. Anche quando sembra essersi ammorbidito, in realtà pare nascondere qualcosa e il suo carattere, a parte qualche piccolo episodio di dolcezza, mostra un bulletto che “governa” la scuole e detta delle leggi alle quali tutti devono attenersi (seriously???). 

Reed si prende tutto e mi dà altrettanto in cambio. Ci perdiamo l’uno nelle braccia dell’altra, e le sue labbra sfiorano i punti dove si sente il battito del mio cuore, dietro l’orecchio e alla base della gola, mentre mi bacia come se non ne avesse mai abbastanza.
È stata una lettura surreale con tanto di finale aperto che ti fa strappare i capelli e non vi nego che sarei tentata di procurarmi una copia in lingua solo per sapere che diavolo succede dopo. Bene, detto questo la recensione potrebbe essere finita...darei le mie stelline (vi lascio nel dubbio fino alla fine perché mi sento molto perfida dopo essere stata lasciata a bocca asciutta al termine del libro!) e urlerei al mondo se leggerlo o no. 
Invece no. 
Voglio farmi (e farvi) del male analizzando qualcosa che va oltre la semplice lettura di Paper Princess (contattero’ le autrici solo per obbligarle a dirmi il perché di questo titolo. Va davvero oltre ogni mia comprensione). Girovagando sui social e sui vari blog che seguo, mi sono soffermata sulle opinioni in merito, perché da inguaribile curiosa che sono, avevo bisogno di farmi un'idea di ciò che mi aspettava. Oppure di un motivo, uno solo, che mi spingesse a lasciar perdere questa lettura. Ho trovato un mondo diviso in due: una parte che se ne é innamorata follemente, l'altra che l'ha odiato a livelli esponenziali, forse anche in maniera esagerata. Adesso che anche io ho affrontato questo caso editoriale, mi sento di poter affermare di essere la Svizzera. Mi pongo in mezzo alla diatriba. A me Paper Princess non è dispiaciuto affatto, anzi. Ammetto che per quanto surreale sia stata come lettura, ho apprezzato la storia, i colpi di scena e la caratterizzazione dei personaggi. I Royal mi hanno fottuto il cervello. Probabilmente era quello che le autrici volevano. E ci sono riuscite. D’altro canto se penso che questa lettura possa finire in mano a dei ragazzini, beh, non mi fa impazzire di gioia. Cioè se un giorno mia figlia, magari da adolescente, mi dovesse chiedere un libro da leggere, ovviamente non le consiglierei questo. Non so come spiegarmi senza urtare la sensibilità di qualcuno o senza cadere in discorsi più profondi di quanto in realtà vorrei, ma ci proverò. Paper Princess, seppure in maniera leggera, ci viene presentata infatti come una lettura d evasione, da portare sotto l ombrellone insomma (e credo che in quanto tale andrebbe letta), affronta dei temi importanti e delicati che nemmeno se ne rende conto, a cominciare dal bullismo. Davvero siamo sicuri che un ragazza che apre il suo armadietto e vede ricadere spazzatura non diventi qualcosa di normale e divertente da fare? Davvero crediamo che una ragazza portata in auto verso casa venga invece lasciata a qualche km di distanza da essa in piena notte, sia qualcosa che dei giovani debbano leggere? Non sono mai stata una moralista né una perbenista, però da mamma mi chiedo, vorrei che mia figlia leggesse queste cose? La risposta è assolutamente NO. Non è questione di sfiducia nelle nuove generazioni, semplicemente bisogna pensare restando al passo coi tempi. E oggi come oggi un libro può essere un esempio da seguire, può incarnare una guida o assolvere ad un modello di comportamento..perché infierire su dei giovani con letture che potrebbero influenzare negativamente le loro vite? E le etichette? Se hai la decapottabile e frequenti le persone giuste sei ok e puoi entrare a far parte delle persone “che contano”, se non le hai vieni etichettato come spazzatura...raramente mi capita di prolungarmi su temi importanti, specialmente se si tratta di letture d evasione...infondo il nostro blog nasce per condividere, con chi come noi ha la passione dei libri, le nostre letture e i nostri pensieri. Però a volte è giusto farlo. A volte diventa necessario prendere la parola ed esprimere un pensiero che sia di riflessione anche per altre persone. 
Io ho amato Paper Princess, l'ho amato come una ragazza che ha la maturità di percepirne la finzione e il suo mero scopo che è esclusivamente di evasione e intrattenimento. Questa crociata partita contro il libro è stata intrapresa esclusivamente perchè la lettura è stata indirizzata anche alla fascia sbagliata. Tutto qua. Detto questo mi voglio avviare in maniera leggera alla conclusione di questa recensione urlando a gran voce: Evviva Paper Princess! Evviva i Royal!  
Ora resto in attesa di Paper Prince...nel frattempo un calorosissimo abbraccio dalla vostra, sempre, 



venerdì 2 giugno 2017

Abbiamo letto "The Protector" di Jodi Ellen Malpas

Buonasera dreamers readers! In questa calda serata di inizio giugno siamo qui per parlarvi di una calda (ma altrettanto romantica) storia d'amore. Se siete amanti del brivido, di storie al cardiopalma, non potete non leggere "The protector" di Jodi Ellen Malpas. 

Titolo: The protector

Titolo originale: The protector

Autore: Jodi Ellen Malpas

Data di uscita: 2 marzo 2017

Editore: Newton Compton

Prezzo: 9,90 €


Trama
La gente pensa di sapere chi è Camille Logan: una figlia di papà, bella, viziata e con un conto in banca che le permette di fare la vita che vuole. Ma Camille ha deciso di liberarsi dai legami familiari e di cavarsela da sola. Proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, però, le conseguenze di alcuni affari intrattenuti da suo padre con persone senza scrupoli minacciano la sua serenità. In bilico tra risentimento e paura, Camille deve anche proteggersi dai sentimenti burrascosi che le suscita l’ex cecchino pagato dal padre per difenderla…
Jake Sharp ha commesso un unico errore sul lavoro, e le conseguenze sono state devastanti. Da allora ha giurato a se stesso che non accadrà mai più nulla di simile. Quando ha accettato l’incarico di guardia del corpo di Camille Logan, pensava si trattasse di un lavoretto semplice, ma si sta rendendo conto di essersi sbagliato. Ben presto il lavoro e i sentimenti si accavallano e, nonostante Jake conosca il rischio che si annida dietro questa ambiguità, Camille gli sta facendo perdere la lucidità, e per un militare questo è inaccettabile…





“Tu mi hai dato pace, nonostante il fatto che in realtà hai reso la mia vita un casino più di quanto non lo sia mai stata. Mi hai trovato anche se non volevo essere trovato”
Scusate gente ma...io una statua gliela farei alla Malpas! E bella grande pure! Ho amato alla follia This Man Trilogy, nel quale era stato creato un Lord del Maniero ad hoc per catturare, stropicciare, ingoiare il cuore di noi giovani lettrici in un solo istante. Ma con The Protector mi sono ritrovata a vivere la storia come se fossi la fortunatissima Camille Logan. Sin dalle prime pagine veniamo risucchiate in un vortice di curiosità e desiderio di continuare a leggere all'infinito e aumenta man mano che voltiamo le pagine. Questa è la storia di un ex cecchino sas, che all'età di 35 anni si ritrova fuori dall'arma per motivi che scopriremo durante la lettura e ora lavora presso un'agenzia di sicurezza. Il suo nuovo incarico è proprio quello di proteggere una giovane modella, Camille Logan, da un'incombente minaccia. Come ho sottolineato prima, la storia prende dall'inizio alla fine, ma ad avere la meglio è la caratterizzazione dei personaggi. O meglio del personaggio maschile, Jake Sharp. Grazie al POV alternato di Jake e Camille, riusciamo a tracciare un quadro dei loro caratteri e la maturità che raggiungono dal primo incontro è qualcosa di tangibile. Camille appare agli occhi di tutti una ragazzina viziata, incline a uscire fuori dalla carreggiata a causa di un ex fidanzato abbastanza svalvolato. Pensate un pò a Kate Moss e Pete Doherty e moltiplicatelo per dieci! Scopriremo invece che la natura della bella Camille è del tutto libera, carica di indipendenza e di uno spirito forte e determinato. 
“L’istinto e la voglia di risponderle, di condividere il mio peso è qui. Questa donna mi sta facendo delle cose che odio e amo allo stesso tempo. Ho letto di lei. Sono caduto, in compagnia di una gran schiera di idioti, nell’illusione di aver capito tutto di questa ragazza.”
Jake Sharp è il motivo per il quale leggere The Protector. E' quello che si mette maggiormente a nudo lasciandoci intravedere un'anima nera e al contempo piena di speranza di redenzione. E' carismatico e sa di esserlo. E' dominante senza essere un dominatore. E' un maschio Alpha senza le follie che altri personaggi ci hanno abituato ad attribuire a tale ruolo. Insomma, incarna il ragazzo perfetto nella sua imperfezione. Certo, qualche momento di pura follia ha investito anche lui...ma che importa se alla fine il cuore ce lo rapisce lo stesso??? 
"Hai preso tutto quanto c'era di virile in me e l'hai polverizzato"
E mi ha fatto tanto ridere, lo ammetto. Leggere il suo POV ha alzato sicuramente il valore del libro. Non mi hanno fatto impazzire le ripetute parolacce...una è poca. Due sono troppe. Mille esasperano! A parte questo neo, ho adorato questa nuova storia. Avevo già amato il Lord del Maniero e con Jake Sharp, la Malpas si aggiudica il podio nella descrizione accattivante a ammaliante dei suoi personaggi maschili. Che non fanno completamente sparire quelli femminili, attenzione. Ma rapiscono riducendo il resto ad interessanti contorni. Interessanti ma pur sempre contorni! Inutile dire che la sorte di questo libro è stata dettata anche dal finale. TENERISSIMO. Davvero da lacrimoni agli occhi, sia per come si conclude e sia perchè non gli faranno seguito altri ventimila libri :) un autoconclusivo di tanto in tanto non guasta! 
"Tu sei il pezzo mancante che non stavo cercando." 
Quindi, amici lettori carissimissimi...se non l'avete ancora fatto, LEGGETELO assolutamente. Merita tanto se siete disposti ad accantonare il desiderio impellente di paragone con i precedenti libri dell'autrice. Di Lord del Maniero ne esiste solo uno, lo sappiamo, ma Jake Sharp non ha assolutamente nulla da invidiargli!
PS. Le stelle sono 4 e mezzo. Giusto per mettere qualche altro puntino sulle "i"!!!
Un abbraccio forte, dalla vostra sempre







giovedì 25 maggio 2017

Abbiamo letto "Beautiful girl" di Mia Asher

Sera cari readers! Questa sera vogliamo parlarvi di un libro i cui pareri tergiversano tra l'indimenticabile e il lasciamo-perdere. Volete sapere da che parte stiamo? A seguire la nostra recensione di Beautiful Girl, primo capitolo della duologia contemporary romance Virtue.

Titolo: Beautiful Girl 

Titolo originale: Beautiful Girl (Virtue #1) 

Autore: Mia Asher 

Data di uscita: 4 maggio 2017 

Editore: Newton Compton

Prezzo5,90 € - 4,99 

Trama

Blaire White è stata una bambina trascurata, che ha passato tante notti a piangere a causa della perenne assenza dei genitori e di una cronica mancanza di affetto. Ma il dolore alla fine si è trasformato in amarezza e il suo desiderio di essere amata è diventato un bisogno di sentirsi adorata dagli uomini che seduce, che usa e poi rifiuta. Fino a quando si ritrova faccia a faccia con due uomini che, per la prima volta, sono capaci di penetrare quella corazza inespugnabile che è diventata la sua anima. Ronan è sentimento allo stato puro, l’incontro con l’innocenza dello sguardo, il risveglio di sensazioni che pensava di aver dimenticato. Lawrence invece è un uomo d’affari di successo, sa esattamente quello che vuole. Ma cosa desidera davvero Blaire? E soprattutto è ancora in tempo per capire che cos’è l’amore?




Cos’è l’amore?Non lo so. Mai conosciuto.

Ma è reale? No, non credo. Insomma, come faccio a credere nell’amore se non ne ho mai avuto prova?
Mi capita spesso mentre leggo un libro, di attaccarci una serie di post it se dei passaggi mi piacciono particolarmente o di screenshottarli se sto leggendo col mio amato Kobo. Tra le varie frasi che mi sono rimaste impresse, questa è sicuramente una di quelle che mi ha colpito di più. Una riflessione sull'amore che potrebbe vestire qualsiasi persona nella vita reale. Perchè ci tenevo a precisarlo? Perchè Mia Asher in Beautiful Girl, ha fatto assolutamente questo. Ha reso la protagonista più umana che mai. Badate bene: non sto dicendo che ha creato un personaggio col quale mi rispecchio (e vorrei vedere XD ) o che si comporta in maniera corretta. Perchè il più delle volte non lo fa. Però la Asher racconta di sentimenti, sensazioni, paure, e lo fa in maniera reale. 
Ma andiamo con ordine. La storia parla di Blaire, una ragazza che ha avuto una infanzia difficile, con una famiglia che non le ha dato l'amore che qualsiasi bambino merita, con dei complessi di peso che se vogliamo sono spesso comuni nelle ragazzine, accentuati da amicizie malsane che denigrano piuttosto che aiutare, e con delle fragilità e un vuoto dentro che a un certo punto diventa quasi impossibile colmare. Ed è così che cresce: indifferente al mondo che la circonda. Ma a volte il brutto anatroccolo si trasforma in cigno e i modi per colmare le mancanze, diventano tanti e prendono delle vie "strane".
«È così bello essere desiderata… bellissimo. Mi fa sentire potente e ne voglio di più, come una droga micidiale sparata nelle vene.»
Blaire 23enne non è più la ragazza cicciottella che era un tempo, non è più quella che soffre per il mancato affetto da parte di famiglia e amici, ma si è trasformata in una ragazza bellissima, che ama la vita di lusso e che per ottenerla è disposta quasi a tutto. Anche a farsi mantenere da uomini in cambio del suo corpo. 
Nello spettacolo della mia vita la mia anima è nuda, ma io sono vestita di bugie. E a me sta bene perchè al mondo sopravvivono solo i più adatti.
Questa dovrebbe essere la storia di un triangolo amoroso. E di fatto lo sarebbe se le due storie non andassero in parallelo tra loro. Da un lato c'è Ronan, un dolcissimo ragazzo (spiantato) che spinge Blaire verso i propri limiti, la spinge a mettere in dubbio tutta la vita che ha costruito intorno a bugie e leggerezze, la porta ad essere troppo se stessa. E questo la terrorizza. Perchè essere se stessa vuol dire perdere il controllo di tutto che con tanta fatica ha imparato a ottenere. E' il primo ragazzo al quale non ha fatto caso all'orologio. Anche se avesse avuto un Rolex, Blaire non se ne sarebbe accorta intenta a farsi rapire anima e cuore. 
Mi tremano le mani nel guardarlo; la sua mano mi spinge il mento in alto fino a che i nostri occhi s'incontrano. E il modo in cui mi fissa...

Oh, il modo in cui mi fissa è ciò di cui parlano le poesie d'amore.
Dall'altra parte troviamo Lawrence, con tanto di castello, Rolls Royce e savoir faire da far impallidire anche Christian Grey ( :D). 
«Perché mi fai questo? Per una volta sto cercando con tutta la mia volontà di fare la cosa giusta».

«Perché questo», risponde affondando le mani tra i miei capelli e spingendomi a sé, cancellando lo spazio tra i nostri volti, «è inevitabile».

Ma nonostante la presenza di due uomini, questo romanzo è tutto, fuorchè un triangolo amoroso: da una parte la sicurezza che una vita agiata dà, dall'altra la genuinità dei sentimenti; una famiglia solida e amorevole contro l'oscurità di un uomo con un passato che non ci è dato sapere (ma che mi auguro potremo scoprire nel prossimo capitolo della duologia). Il cuore contro la testa. Ovviamente non ci è dato sapere chi la spunterà ma vi assicuro che entrambi apportano un bel carico da 90 sulla storia. 
La paura è una prigione. Un potente sentimento che tarpa le ali e diffonde il buio dentro. Acceca. Mette in dubbio. Si impadronisce di ogni nostra decisione, le colora di incertezza. Per la maggior parte di noi è la paura a dominare le nostre vite, ed è solo quando la si riesce a vincere che si può davvero vivere appieno. 
Questa storia mi è piaciuta tantissimo, e sono immensamente felice di non aver abbandonato la lettura alle prime pagine per via della protagonista insopportabile. Già. Non la tolleravo, ma una volta proseguito ho imparato a conoscerla e forse anche un pò a capirla. Ed ecco che, anche se in ritardo, è scoccata la scintilla. Ora sono impaziente di leggere il seguito e mi auguro di non dover attendere troppo. 
Lo consiglierei? Certo che si! Libro promosso! 

Un abbraccio a tutti dalla vostra 








giovedì 18 maggio 2017

Abbiamo letto Il mio sbaglio più grande di Penelope Douglas

Buonasera amici lettori! 
Ebbene lo so...non ci credo nemmeno io che siamo tornate ma UDITE UDITE: Cassandra&Tessa are back! Dopo esserci prese una pausa dal blog, ne sentivamo troppo la mancanza. E sentivamo la mancanza di tutti voi per cui abbiamo deciso di rituffarci nel nostro piccolo splendido mondo. Non abbiamo mai smesso di dedicarci alla lettura e speriamo nel tempo di poter aggiornare qui tutto quello che abbiamo letto fino ad ora, ma nel frattempo vogliamo ripartire con la recensione di un dark romance che ha diviso l'opinione pubblica (e onestamente anche la mia testa e il mio cuore): CORRUPT di PENELOPE DOUGLAS.

Titolo: Il mio sbaglio più grande (Devil's Night #1)

Autore: Penelope Douglas  

Data di uscita: 10 aprile 2017 

Titolo Originale: Corrupt 

Editore: Newton Compton

Prezzo: € 5,99 ebook 
 
Pagine: 460 


Trama
Si chiama Michael Crist. È il fratello maggiore del mio ragazzo ed è come quei film dell'orrore che guardi coprendoti gli occhi. È bellissimo, forte, e assolutamente terrificante. È il campione della squadra di basket del suo college e ora è diventato un professionista. Non mi vede neppure. Ma io l'ho notato. L'ho visto, l'ho sentito. Le cose che ha fatto, i misfatti che ha nascosto. Per anni mi sono mangiata le mani, incapace di distogliere lo sguardo. Ora sono all'università ma non ho smesso di osservarlo. È un pessimo soggetto, e non so quanto ancora riuscirò a tenere segrete le cose che gli ho visto fare.
Si chiama Erika Fane, ma tutti la chiamano Rika. È la ragazza di mio fratello ed è sempre in giro per casa nostra, sempre a cena con noi. Abbassa lo sguardo quando entro io, e quando le sono vicino è come pietrificata. Riesco sempre a percepire la sua paura, e anche se non possiedo il suo corpo, so di avere la sua mente. È l'unica cosa che voglio. Almeno finché mio fratello non si arruola, e io trovo Rika da sola al college. Nella mia città. Indifesa. L'occasione è incredibilmente allettante. Perché tre anni fa per colpa sua alcuni miei amici sono finiti in prigione, e ora sono usciti. Abbiamo aspettato. Siamo stati pazienti. E ora tutti i suoi incubi stanno per avverarsi.


I sogni son desideri. Ma i miei incubi sono diventati la mia ossessione.
Questa notte erano circa le 2 quando ho terminato di leggere Corrupt che ammetto stavo aspettando con impazienza per via della trama davvero particolare. Si sa, le cose cattive hanno sempre quel pizzico di fascino che se da una parte ti spaventano, dall'altro ti attirano come una calamita. Non sono certissima di poterlo etichettare come un dark romance, perchè dentro ha talmente tanti ingredienti che limitarlo a quello sarebbe troppo riduttivo: c'è suspence, c'è la storia d'amore, ci sono temi quali il riscatto e la vendetta. E non necessariamente nell'ordine in cui ho parlato. Corrupt vede due protagonisti: Rika Fane, una ricca ragazza orfana di padre, con mamma depressa dedita più alla bottiglia che a sua figlia, che ha un fidanzato che non ama (o meglio, lei non sa nemmeno che ha un fidanzato) e una passione nascosta per il fratello maggiore di quest'ultimo, Michael Crist. (Chi mi conosce, quando parlo di protagonisti che mi fanno battere "un pelino" il cuore, sa che qui ci parte il *sospirone*). Michael Crist è una giovane promessa del basket che una volta terminato il liceo si trasferisce a Meridan City per inseguire il suo sogno. Rika, molto legata alla famiglia Crist, decide di andare a studiare a Meridian City nella quale si troverà a vivere nel palazzo di Michael. Michael e i suoi 3 amici Kai, Will e Damon vengono chiamati da sempre I Cavalieri perchè ogni notte prima di Halloween totalmente vestiti di nero e con maschere sul viso, si divertono  a creare scompiglio in città. 
Tutto quello che volevo era essere il suo incubo. Lei adesso era lì, e noi eravamo pronti.
La storia vede il POV di Rika e Michael tra presente e passato, che man mano convergono svelandoci cosa ha portato i Cavalieri a meditare vendetta contro Rika. Non mi dilungo di più nel raccontarvi la trama perchè esporrei troppo la storia, mi piace in realtà soffermarmi su ciò che la Douglas ha creato. Scompiglio.
Agitazione, 
Bramosia. 
Tachicardia. 
E potrei continuare all'infinito. 
Se i tuoi nemici non sanno fin dove puoi spingerti, non sfideranno i tuoi limiti. 
Quando Tessa, come al termine di ogni libro ha cercato di estorcermi un parere e un giudizio, non sono stata in grado di darglielo, perchè ogni parola non sarebbe riuscita a spiegare le sensazioni che questa lettura ha suscitato in me. E, strano ma vero, non per la storia d'amore in sè, che vi assicuro c'è ed è malata a livelli epici, ma il disegno che ci ha regalato dei Cavalieri fino ad ora non ha eguali. Quando descrive questi 4 ragazzoni, alti, piazzati, con tanto di felpa nera con cappuccio nero sulla testa e la maschera bianca in viso (concedetemi un altro *sospirone*) riesce a riprodurre le scene in maniera cinematografica. E così dal libro passi a immaginare quello che accade in maniera filmica, come se davvero i Cavalieri ti fossero davanti agli occhi, con tanto di playlist dark e molto rock (non posso non citare tra le tante Corrupt dei Depeche Mode che dà il titolo al libro. Il mio lato oscuro ha ballato la macarena non appena ho ascoltato la playlist che potete trovare QUI). 
Ero stato molto bravo ad ignorarla per tutta la vita, prima perchè era troppo giovane perchè mi potesse interessare e poi perchè dovevo essere paziente. Ma il momento perfetto era arrivato. Lei era lì, io ero lì. Però non ero solo.
Come al solito sto divagando ma vorrei dire un milione di cose eppure è difficile fare ordine nella testa con la tempesta di emozioni nella quale la lettura mi ha catapultato. C'è qualcosa di reale nell'atteggiamento di Rika nei confronti di ciò che le fa paura; se da un lato il terrore seminato dai Cavalieri la fa chiudere in se stessa, d'altro canto ne è attirato come un'ape con il miele. La paura e il desiderio dell'ignoto, del pericolo le conferiscono quel tocco di umanità che non guasta. E poi c'è Michael Crist. Un ragazzo che ha imparato a fregarsene di tutto, che non ha paura di essere la pecora nera di casa e che non ha paura di nulla se non di ritrovarsi impelagato in una storia contorta d'amore con l ragazza che risulta proprio la causa della rabbia e del risentimento che cova dentro di se. 
Avevo creato un mostro e da qualche parte tra sangue, lacrime, lotta e dolore avevamo capito che era amore. Tutte le scintille nascono da una fiamma.
La Douglas ha dato anche ampio spazio al lato thriller (e una spruzzata di horror oserei dire) della storia, e questo catalizza l'attenzione dalla prima all'ultima pagina. Mi mancherà questo libro. Mi mancherà la sensazione di fiato sul collo, di cardiopalma come se mi trovassi a fare il giro della morte continuo sulle montagne russe. Ammetto che ci sono anche state scene che -ommioddio- mi hanno fatto un pò storcere il naso, tipo quella del bagno turco (no dai Penelope...seriamente??? Non sono tipa che si scandalizza però la motivazione....suvvia dai!), ma nessuna di quelle ha alcunchè scalfito il mio desiderio di continuare a leggerlo fino alla fine. 
Sapete che alla fine ci sono le domande di rito: 
Mi è piaciuto? Da morire
Lo consiglierei a qualcuno? Di sicuro non ai puritani e perbenisti e ai deboli di cuore :) ma è sicuramente uno dei libri più intensi che io abbia mai letto di questo genere.

Vi saluto, amici lettori, la vostra (finalmente tornata)