Quotes

SHADOWHUNTERS

-E tu cosa ne sai?- Dell'amore, dico.
Dorothea incrociò le morbide mani bianche davanti a sè. -Più di quanto tu pensi- rispose. -Non ti avevo letto le foglie del tè, Cacciatore? Ti sei già innamorato della persona sbagliata?
Jace disse: -Purtroppo, Signora del Rifugio, il mio unico vero amore resto io stesso.
Dorothea scoppiò in una risata: -Almeno non ti devi preoccupare di essere respinto, Jace Wayland.
-Non necessariamente. A volte mi dico di no, tanto per non farmi perdere interesse.

*Città di ossa*


«E poi» aggiunse con l’ombra di un sorriso «sei mia sorella.»
«Non dirlo così…»
«Che cosa, “sorella”?» Jace scrollò la testa. «Quando ero piccolo scoprii che se ripetevi all’infinito e abbastanza velocemente una parola qualsiasi, perdeva ogni significato. Stavo a letto sveglio e mi dicevo di continuo… zucchero, specchio, sussurro, buio. Sorella» disse piano. «Tu sei mia sorella.»
«Non importa quante volte lo ripeti, sarà sempre vero.»
«E non importa cosa non mi lasci dire, anche quello sarà sempre vero.»

*Città di cenere*


“- È impossibile fingere - disse Jace con assoluta chiarezza. - Io ti amo e ti amerò fino alla morte e, se c’è una vita dopo la morte, ti amerò anche allora. - Clary trattenne il respiro. Le aveva dette. Le parole da cui non si tornava indietro. Cercò disperatamente qualcosa da dire, ma non le venne niente.”

*Città di vetro*


So che cosa c'è di sbagliato in me. E forse... forse è per questo che ho tanto bisogno di te. Perché se Valentine ha fatto di me un mostro, allora immagino che abbia fatto di te una specie di angelo. E Lucifero amava Dio, no? Così almeno dice Milton nel Paradiso perduto.
[...] — Io non sono un angelo, Jace — ripeté Clary. — Non restituisco i libri in biblioteca. Scarico illegalmente musica da internet. Racconto balle a mia madre. Sono assolutamente normale.
— Non per me. — Jace la guardò. Il suo viso era sospeso contro un fondale di stelle. Non c'era nulla, nella sua espressione, della sua solita arroganza: Clary non l'aveva mai visto così indifeso, ma anche questo suo essere indifeso era intriso di un odio verso se stesso profondo come una ferita.

*Città di vetro*


Jace cedette. - Va bene. basta che non sia Earl Grey. Odio il bergamotto.
Clary guardò Jace sollevando un sopracciglio. - Tu odi il bergamotto?
- Ti crea qualche problema?
- Probabilmente tu sei l'unico ragazzo della mia età a sapere cos'è il bergamotto.
- Si, be', io non sono come tutti gli altri. E poi all'istituto seguiamo lezioni sull'erboristeria di base.
- Credevo che tutte le vostre lezioni fossero roba del tipo Elementi di Sterminio o Decapitazione Comparata.


- Io la voglio, la tua zuppa - disse Simon.
- Non che non la vuoi - disse Jace. - Vuoi soltanto andare a letto con Isabelle.
Simon rimase di stucco. - Non è vero!
- Oh, sì che è vero - disse Jace. - Dai, chiediglielo, così lei può dirti di no e noi possiamo continuare a farci i fatti nostri mentre tu ti crogioli nell'umiliazione.


- Spero che tu abbia una buona ragione per avermi svegliato.
- Perché, stavi facendo un bel sogno?
- Non ricordo.
Jace si alzò. - Uno dei Fratelli Silenti è qui per vederti. Hodge mi ha mandato a svegliarti. In realtà si era offerto di farlo di persona, ma visto che sono le cinque ho pensato che sarebbe stato un risveglio migliore se tu avessi avuto qualcosa di bello da guardare.
- Ovvero te?
- E chi sennò?


- L'unica persona che ha il permesso di dare ciccipucci nella mia camera da letto è il vostro splendido ospite Magnus Bane.
- Fare ciccipucci? - ripeté Clary che non aveva mai sentito quell'espressione.
- Splendido? - ripeté Jace per fare l'attaccabrighe.


- CHI OSA DISTURBARE IL MIO RIPOSO?
- Jace Wayland. Ti ricordi? Sono del Conclave.
- Oh, sì. - Magnus sembrava ringalluzzito. - Sei quello con gli occhi azzurri?
- Parla di Alec. - suggerì Clary.
- Non. I miei occhi vengono solitamente definiti dorati - disse al citofono. - E luminosi, tanto per la cronaca.
- Ah, sei quell'altro.


- E allora dimmi, se sei così sicura che non è stata colpa mia, perchè il primo pensiero che ho avuto quando ho visto il demone non è stato per i miei compagni ma per te? - Sollevò l'altra mano e si nascose il volto tra i palmi. - Sapevo .... sapevo.... Alec si stava comportando in modo strano. Sapevo che c'era qualcosa che non andava. Ma riuscivo a pensare soltanto a te..


Jace: Dannazione ragazza, mi leggi nel pensiero. Non ci sono giochi di parole che non puoi indovinare?
Clary: E' un mio potere speciale. Posso leggere nella tua mente quando fai pensieri sporchi."
Jace: Quindi il 95 % del tempo.
Clary: 95% ? E l'altro 5% ?
Jace: Oh, lo sai, il solito - demoni che potrei uccidere, rune che devo ancora imparare,
persone che mi hanno infastidito di recente, papere."
Clary: Papere?
Jace: Odio le papere. Non so perché. Le odio da sempre.

*Città Delle Anime Perdute*


Qualcosa dentro di lei si incrinò e si spezzò e le parole si riversarono fuori... "Che cosa vuoi che ti dica? La verità? La verità è che voglio bene a Simon come dovrei voler bene a te e vorrei che fosse lui mio fratello, e non tu, ma non posso farci niente, e neanche tu! O hai un'idea migliore, visto che sei così dannatamente in gamba?"
Jace trattenne il fiato, e Clary si rese conto che lui non si aspettava, mai e poi mai, che lei potesse dire quanto aveva appena detto. Era evidente anche dall'espressione del suo viso.


Lei, per tutta risposta distolse lo sguardo. Diamine, non voleva ammetterlo e non lo avrebbe mai ammesso ad anima viva, Ma essere rifiutato in quella maniera da una ragazza faceva un male cane.

E Jace Wayland in tutta la sua vita non era mai stato rifiutato da una ragazza. Mai.»

«Non capisco perché non mi volesse lì.» Jace stava scegliendo una spada angelica dalla parete, ma non riusciva a concentrarsi. «Le ho salvato la vita, l'ho portata qui, le ho provato che è Una Nephilim e poi sono anche bellissimo. Diavolo, quella ragazza mi farà uscire di testa.»

Alec aprì la bocca per rispondere, ma lui fu più veloce. «E inoltre non fa mai quello che le viene detto. E' testarda e a volte un po' ingenua. Oooh e per non parlare dell'amichetto mondano che se cerchi 'Ridicolo' nel dizionario ti porta una sua foto accanto.» Si sedette di fronte ad Alec con 3 diverse spade angeliche. Nuovamente Alec fece per rispondere ma fu interrotto. «E andiamo Alec! Sei il mio Parabatai. Dì qualcosa!»

*Città D'Ossa*


-Ricordi quando hai provato a convincermi a dare da mangiare un pasticcio di volatili ai germani reali del parco per vedere se riuscivi ad allevare una razza di anatre cannibali?-
-E loro l'hanno mangiato- rammentò Will. -Piccole bestie assetate di sangue. Mai fidarsi di un'anatra.- (Jem e Will)


*Le Origini, l'Angelo*


UNO SPLENDIDO DISASTRO

«La prima volta che ti ho visto ho pensato che c’era qualcosa di te di cui avevo davvero bisogno. Poi ho capito che non era qualcosa di te. Era di te che avevo bisogno.»


"Sai perché ti voglio? Non sapevo di essere perso finché non mi hai trovato. Non sapevo quanto ero solo fino alla prima notte che ho dormito senza di te. Tu sei l'unica cosa giusta che ho fatto. Sei la donna che aspettavo, Pigeon."


So che siamo incasinati, d’accordo? Io sono impulsivo, irascibile e ti sento dentro come mai mi era capitato. A volte ti comporti come se mi odiassi, un minuto dopo hai bisogno di me. Non faccio mai niente di giusto e non ti merito...  ma maledizione, ti amo, Abby. Ti amo più di qualsiasi cosa o persona abbia mai amato. Quando ci sei tu non mi servono alcol, soldi, incontri né storie da una notte... tutto ciò che mi serve sei tu. Sei l’unica cosa a cui penso. Di cui sogno. Sei tutto ciò che voglio.»
   In quel momento capii che il mio piano era fallimentare: non potevo mostrarmi indifferente, ora che Travis giocava a carte scoperte. Quando ci eravamo conosciuti, qualcosa in noi era cambiato; di qualsiasi cosa si trattasse, avevamo bisogno l’uno dell’altra. Per ragioni che mi sfuggivano, io ero la sua eccezione e, per quanto avessi cercato di combattere i miei sentimenti, lui era la mia


IL CONFINE DI UN ATTIMO

«Io stavo prendendo la strada lunga e Camryn imboccava la strada verso il nulla, e si dà il caso che le due strade portassero dalla stessa parte.»
Andrew


"La mia Euridice è solo metà del tatuaggio....
Pensavo che un giorno, se mai mi fossi sposato, mia moglie si sarebbe fatta tatuare l'altra metà e avrebbe riunito la coppia."
"Voglio essere la tua Euridice, se me lo permetti....
Voglio farmi tatuare l'altra metà. Voglio Orfeo sulle costole, e voglio riunirli."


“Sono convinto che quando t’innamori, quando è amore vero, sia per tutta la vita.
Il resto sono solo esperienze e delusioni.”


"Il cuore vince sempre, anche se incauto, suicida o masochista, ha sempre l’ultima parola.
La mente sa cos’è giusto e cosa no, ma io non la ascolto più. Per adesso voglio vivere nel presente.”
Andrew


Dopo aver fatto l'amore per tuta la notte mi si addormenta fra le braccia e io la tengo stretta:
Non voglio lasciarla andare mai.
Piango in silenzio, affondo il viso tra i suoi capelli, e alla fine mi addormento anche io.


"La depressione è il dolore nella sua forma più pura. Io per esempio farei di tutto per essere capace di provare di nuovo un'emozione. Una qualsiasi. Il dolore fa male, ma quando è talmente potente da annullare qualsiasi altra sensazione, ecco, il quel momento inizi a credere che stai per impazzire."


“Siamo in viaggio insieme da quasi due settimane. Abbiamo dormito nello stesso letto e ci siamo sfiorati.. Eppure eccoci qui, ai lati opposti di una spessa parete di vetro. Posiamo le dita sulla superficie trasparente, ci guardiamo negli occhi e sappiamo cosa vogliamo, ma quel vetro resta lì. O è perfetto autocontrollo, o è una forma perfetta di tortura.”


“Rimuginare, pianificare.. tutte cazzate.” Dice. “Rimugini sul passato e non riesci ad andare avanti. Passi troppo tempo a pianificare il futuro e ti muovi all’indietro, oppure resti immobili nello stesso posto per tutta la vita.” Aggancia il mio sguardo. “Vivi nel presente” afferma con un tono serio “dove tutto accade al momento giusto. Prenditi il tempo che ti serve, poni un limite ai brutti ricordi e arriverai ovunque tu voglia molto più velocemente e con molte meno difficoltà lungo la strada.”


“Be’, pensaci un momento.” Mi sporgo sul tavolo e concentro tutta l’attenzione su di lei. “Solo tu, uno zaino e lo stretto necessario. Niente bollette da pagare. Nessun bisogno di alzarsi alla stessa ora per andare al lavoro, un lavoro che odi, tra l’altro. Solo tu e il mondo che ti aspetta. Non sai cosa ti porterà il domani, chi incontrerai, cosa mangerai a pranzo o dove dormirai.” Mi rendo conto di essere talmente persa nelle mie fantasticherie che forse, per un attimo, sembro io quella fissata.


“Sai una cosa?Ho sempre odiato l’espressione ‘Pensa a chi sta peggio di te’. Certo, lo so che è giusto vedere le cose anche dal punto di vista degli altri: non sono mica stupido, no? Però non è una gara, cazzo. Hai capito?”


“Andrew..” Scuoto il capo, mentre le lacrime mi scorrono sulle guance. “Sei sempre stato tu” sussurro con voice roca. “[..], sentivo che mancava qualcosa. Te l’ho detto, quella notte nel campo; ti ho detto che..” Lascio la frase in sospeso. Sorrido e dico: “Sei tu il mio compagno di viaggio. Lo so da molto tempo.” Lo bacio sulle labbra. “Vedere il mondo insieme a te è la cosa che voglio di più. Siamo fatti per stare sulla strada, io e te. E’ lì che voglio essere.”


"Mi chiedo se l'oceano abbia un profumo diverso dall'altra parte del mondo."


“Io e Andrew Parrish eravamo destinati a incontrarci su quell’autobus. Coincidenza è solo la parola che i conformisti usano al posto di destino”.


«Andrew?»
«Sì?»
Continuiamo a tenere gli occhi fissi al cielo.
«Volevo ringraziarti.»
«Per cosa?»
Ci mette un po’ a rispondere. «Per tutto. Per avermi fatto infilare i tuoi vestiti a caso nella sacca invece di ripiegarli, per aver abbassato la musica in macchina in modo da non svegliarmi, per aver cantato insieme.» Piega la testa di lato, e anch’io. Mi
guarda negli occhi. «E per avermi fatto sentire viva» aggiunge.
Un sorriso mi illumina la faccia e distolgo lo sguardo. «Be’, tutti hanno bisogno di aiuto per sentirsi di nuovo vivi di tanto in tanto» rispondo.


«No» ribatte lei, seria. Il mio sguardo si posa ancora su di lei. «Non ho detto “di nuovo”, Andrew. Mi hai fatta sentire viva per la prima volta in vita mia.»

GABRIEL'S INFERNO

"Ricorderò il tuo profumo, la sensazione della tua pelle, e di come ti ho amata. Ma soprattutto ricorderò cos'ho provato, contemplando la tua vera bellezza, dentro e fuori. Perché sei bellissima, amore mio, nell'anima e nel corpo, generosa nello spirito e nel cuore. Prima del Paradiso, non esiste beatitudine paragonabile a questa"


Il suo amore per Gabriel era inalterato, una fiamma ancora viva. Per estinguerla non sarebbe bastata tutta l'acqua dell'oceano


"Non ti merito", sussurrò lui.

"Forse nessuno dei due merita l'altro, ma io so scegliere chi amare. E scelgo te."


"Mi succede ogni volta che ti sono vicina. Quando mi tocchi. Sono io quella sopraffatta dalla tua presenza, Gabriel. Non te ne accorgi?"
Col pollice lui le sfiorò la pelle nuda, poi il labbro inferiore, gonfio.
"Questa è colpa mia. Fa male?" sussurrò.
"Solo quando non ci sei."
La baciò, con riverenza. "Così mi uccidi."
Lei sollevò spavaldamente la testa, e sorrise. "Sarà una morte molto, molto dolce."


«La tua pelle si ricorda di me, come anche il tuo cuore. Ricordami, Beatrice. Ricorda la tua prima volta.»


«Siamo anime gemelle, come quelle descritte da Aristofane: due corpi e un’anima. Sei la mia metà mancante.»



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